Ultime da Milano Fashion Week: come passa il tempo...



Leggere Gramellini, che sia il suo "Buongiorno", che sia il suo ultimo libro, o che si metta a scrivere bugiardini o etichette per il dentifricio è sempre come sorseggiare un bicchiere d'acqua con 40° C all'ombra: rinfrescante. 

Stamani, per dire, lo ritrovo - inaspetattamente - con un pezzo dedicato alla vicenda Kate Moss e Cara Delevingne che condivido (ecco il link qui). Non siete a conoscenza del fattaccio? Mentre Milano mette in scena la sua celebre settimana modaiola, dove le fashion victim si travestono a festa grande, sono arrivate loro: Kate Moss, icona non solo delle passerelle, ma piuttosto di un nuovo modo di comunicare la bellezza. Magra e maledetta, tutto l'opposto delle iconiche modelle bamboleggianti che l'hanno preceduta; le stesse che lei, con le sue ossa e viso spigoloso ha eclissato copertina dopo copertina, catwalk dopo catwalk.  E poi la Dequalcosa che a detta di molti dovrebbe essere l'erede di Kate. Anche se non vedo il carisma di Kate, vedo sì le ossa, vedo sì il viso un po' imbronciato più che "maledetto", vedo pure faccini scemi che immagino dovrebbero essere trendy, ma nulla di più. 





Un fac-simile di qualcosa che ricorda vagamente un'altra cosa, senza essere quella cosa nel suo significato. Non la pensano così le fashion victim che le hanno accolte, o meglio, che hanno accolto solo una delle due, inneggiando un solo nome: indovinate quale?
Qualche indizio: l'ultima arrivata, il fac-simile, quella con il viso imbronciatello
Cara.  

Bene, come Gramellini ricorda il tempo passa, ed è ancora più spietato con chi:
"Il tempo si accanisce in modo speciale su chi ha agganciato il proprio successo a corde volatili come la fotogenia e la moda."

E continua: 

"Ma nessuno può negare che, nel suo essere fotogenica e alla moda, l’ossuta Kate emani un talento che Cara Delqualcosa non possiederà mai. Il suo problema non è dunque la perdita delle capacità, ma del senso di sé. De Gregori non suonerebbe in una discoteca subito dopo Marco Mengoni."

La perdita del senso di sé, esatto. Quello che ti espone a umiliazioni, a fare cose che non ti appartengono. Promemoria che sarebbe meglio avere tutti a mente, anche nelle nostre piccole (si fa per dire) esistenze. 


5 commenti:

  1. che bel post. Non avevo mai paragonato la super Kate a Cara.
    Premetto che Cara mi piace, anche se spesso ostenta quel suo essere buffa e ironica (ma lo sarà davvero?)
    La vedo troppo spesso sulle copertine e nelle pubblicità, come se non ci fossero altre modelle.
    Spazio alle altre bellezze, su!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Manuela! ;) Ogni tanto ritorno alla "navicella madre".
      A me, invece, Cara mi sa tanto di costruito, un personaggio disegnato a puntino per un pubblico ben studiato. Appunto facciamo largo ad altre bellezze, non sempre le solite minestre!

      Elimina
  2. Bella considerazione!
    Essere fedeli a se stessi.
    :-)

    RispondiElimina