Masterpiece: la televisione tra le righe


Se la conosci la eviti. 
Questo il personale rapporto con la televisione, di conseguenza risulterà comprensibile il mio stupore dinnanzi a scoperte come Masterpiece, abituata ormai a snobbare il tubo catodico per buona parte. Delle volte  però succede qualcosa di inatteso: quella parte di pubblico che vorrebbe vedere altro, probabilmente in minoranza, smette di venire ignorato! 

Dunque sta accadendo davvero? Libri e cultura in televisione, o almeno ci si prova, per la serie non solo ugole d'oro, fenomeni da baraccone e gente improvvisata a destra e a manca, con tanto di strilli che fanno bene all'audience (così pare!).

Inizio a ricredermi, prima con la trasmissione Panequotidiano, in compagnia di una sempre più raffinata Concita De Gregorio; adesso con Masterpiece, il nuovo talent letterario. La prima puntata ieri, 17 Novembre 2013, andata in onda in seconda serata su RaiTre.

I giudici Giancarlo De Cataldo, Taye Selasi, Andrea De Carlo e il coach Massimo Coppola, insieme per valutare aspiranti scrittori, che arrivano con la propria storia e il loro primo libro tra le dita. Il premio? Il vincitore di Masterpiece, vedrà la sua opera pubblicata dalla casa editrice Bompiani in 100.000 copie. 

Della prima puntata colpisce la prova a tempo per mettere a nudo l'abilità di scrittura. Qualcuno dei partecipanti ha lamentato che "scrivere è come far pipì, devi stare da sola"; non posso che condividere. Poi, ovvio, dipende dal cosa: un conto è descrivere un bicchiere su un tavolo, un conto è fissare nero su bianco le emozioni. La parte più intima è difficile da trascrivere a comando, richiede silenzio e il momento giusto (che ciascuno riconosce), un'alchimia che non si può programmare. Per questo scrivere con "una pistola puntata in testa" è un fallimento a priori. 

Questo rimanda ad un altro dubbio: l'atto di scrivere può essere ingabbiato in un format televisivo, intriso dei suoi tempi? Sicuramente no, non perderei nemmeno tempo nel rispondere. Il programma però è realmente interessante. La parte più bella sta nel raccontare qualcosa di diverso, che ancora troppo poco si vede in televisione: l'amore per la lettura, per la scrittura, le storie così disparate di chi è solito farlo, come personale valvola di sfogo, come urlo al mondo per dire: "ehi, ci sono anch'io!", oppure al contrario, come  maschera per nascondere di più se stessi. 

Sarei curiosa di leggere un tweet di Italo Calvino su un programma del genere. 
Per il momento non sono mancati tanti cinguettii famosi (a riguardo, qui l'articolo di Vanity Fair) tendenzialmente tutti di apprezzamento verso questo nuovo tentativo.

7 commenti:

  1. Interessante.. Certo scrivere a comando.. peggio che a scuola con i temi!!!
    Sicuramente è da prendere come cosa positiva, certo c'è tutto il tendone della TV di mezzo, ma almeno non è l'ennesimo talent(stupido).
    Buona serata :***

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    1. Infatti mi sembra un tentativo valido, in tutti questi talent.... A destra e a manca. Buona serata a te ;))

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  2. Avevo visto la pubblicità tempo fa, in uno dei rari momenti in cui anche io guardo la tv, e mi ero subito chiesta come fosse possibile fare un talent per scrittori perché secondo me, a livello televisivo, è totalmente insensato!
    La scrittura è assolutamente una cosa privata e non credo possa adattarsi al format televisivo. Poi, non ho visto la puntata quindi le mie sono considerazioni personali e anzi, spero che il programma sia valido e abbia successo, però ecco, ho qualche dubbio!

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    1. Io invece non ne sapevo nulla, infatti son rimasta piacevolmente stupita. La scrittura a comando è un fallimento, ma le storie intorno a chi scrive sono il punto che fa la differenza... Programma promosso, per il momento! ;)

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  3. Non ne sapevo nulla, ora però sono molto curiosa di vedere la prossima puntata, almeno qualcosa di diverso!


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  4. Ha suscitato qualche perplessità soprattutto perché si è dato peso più alle biografie che hai manoscritti. Preferisco una trasmissione così alla gente nullafacente dei soliti reality.
    Comunque, è vero che le cose belle le trasmettono troppo tardi!
    Tra i giudici preferisco la Selasi, dalla critica più costruttiva. Domenica ho assistito alla presentazione del suo libro, La bellezza delle cose fragili, e mi ha molto impressionata: è interessante.

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  5. Io l'ho visto per caso sabato sera e, devo dire, non mi è dispiaciuto per nulla!

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