Book-pills | "Castelli di rabbia", Alessandro Baricco



«Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini, come l'istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata. Se le sarebbe portate dietro per sempre. Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand'è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva.».
-Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

La fotografia (sopra) ben si addice a questo colpo di coda d'estate, assolutamente inatteso quanto desiderato. La citazione è uno dei passi che più preferisco in questo libro di Baricco; sintetizza a perfezione quanto si imprime nella memoria tramite un'immagine, nel ricordo di un decoro su un bicchiere o di una tovaglia su una tavola... Cose così, che rimandano a quella felicità provata ma apprezzata a pieni polmoni, "da svegli", solo a distanza di anni.

4 commenti:

  1. Una descrizione davvero evocativa e ben scritta!

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  2. Castelli di rabbia l'ho letto tanto tempo fa e non mi ricordavo di questo bellissimo passo! Grazie!

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