Le anime di Cecil Beaton, scatto dopo scatto


Quando si pensa al mondo della moda erroneamente e semplicisticamente si pensa a un mondo, sì consentitemi di usare proprio quell'aggettivo lì: frivolo. Sicuramente molte delle persone che l'affollano frivole lo sono per davvero, o meglio sono i più vistosi e rumorosi; in pratica nulla di diverso rispetto alla vita ordinaria; dal collega d'ufficio da evitare, per intenderci. Succede dappertutto di incontrare questo genere di rumore.
Spesso ripeto e mi ripeto di cogliere solo il meglio, lasciandomi trasportare dalla personale ricerca di voler apprendere, approfondire, conoscere, sperimentare tralasciando tutto ciò che sento non appartenermi.


Settimana scorsa in occasione di AltaRoma ho visitato l'Accademia Costume e Moda (presto posterò le tante fotografie scattate). Proprio lì mi è capitato di imbattermi nella citazione di cui la foto sopra. Sono le parole del fotografo Cecil Beaton che mi hanno subito rapita in una dimensione più alta, più fedele alla creatività; un baricentro dal quale partire e riposare quando si è scarichi. Questo l'effetto collaterale assolutamente desiderato che alcuni -pochi in realtà- sortiscono.


Cecil Beaton fu (il verbo è al passato solo per forza di cose) un fotografo di moda, lavorò per Vogue anche come disegnatore (il vestito in black&white disegnato da Beaton e indossato da Audrey Hepbun in My Fair Lady divenne un'icona nella moda), ma fu anche un fotografo di guerra. Uno tosto insomma, che passava con grazia dall'immortalare le linee di Greta Garbo, Audrey Hepburn e Marilyn Monroe, agli scenari nudi e crudi di un conflitto bellico. Beaton, per me è la sintesi in carne e ossa che la moda non è frivolezze, ma in essa trovano espressione anche delle anime complesse.

“Be daring, be different, be impractical, be anything that will assert integrity of purpose and imaginative vision against the play-it-safers, the creatures of the commonplace, the slaves of the ordinary.”

Valeva la pena ricordarlo e rispolverare i suoi scatti...









Greta Garbo By Cecil Beaton

Jean Shrimpton by Cecil Beaton

Marilyn Monroe by Cecil Beaton


Audrey Hepburn in My Fair Lady
scenari bellici



Cecil Beaton,
fonte Vogue

13 commenti:

  1. un post interessante, bello, vero.
    complimenti.
    la moda, secondo me, è molto diversa da come, troppo spesso, viene presentata.
    per me è essenzialmente una forma d'arte che incontra moltissime altre discipline artistiche quali il cinema, la musica, la fotografia, la pittura e così via.
    il vero problema è che la globalizzazione, soprattutto, l'ha deteriorata moltissimo! ne ha fatto un business.
    quindi è giusto che blogger come te ne sottolineino la vera essenza, ricordando ai lettori cos'è la MODA_ARTE!

    un bacione!!!!!!!!!!

    LiLLy

    giallodinylon.blogspot.it

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    1. Grazie Lilly per aver usato quell'espressione "blogger come te". Mi dai modo di fare una breve osservazione ulteriore.

      I blogger in Italia sono ancora considerati poco e male. Molti sono convinti ancora che scrivere (spesso gratis, con qualche pacca sulla spalla) per delle testate giornalistiche sia da fenomeni, in realtà si tratta di gente spesso poco preparata, ragazzini che appunto scrivono gratis per la smania di leggere la loro firma sulla carta stampata (o sul giornale online), o per raggiungere il sospirato tesserino; che non è indice di preparazione e bravura, ma è un modo di creare una casta chiusa. Tutto questo spesso viene sottoposto con atteggiamenti di arroganza verso i blogger (molti dei quali scrivono ANCHE per testate giornalistiche, cosa che ho fatto anch'io).
      Conosco e seguo diversi blogger, italiani e non, che per preparazione e inventiva non hanno davvero nulla da invidiare a testate (semmai quest'ultime dovrebbero) che copiano/incollano dai "piccoli" o da comunicati stampa tutti uguali.


      Un bacio a te :)
      e complimenti per il progetto "Communia", vengo subito a leggerti!

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  2. Bellissimo post e sono d'accordo con te; mi piace seguirti perché mi fai sempre scoprire pezzetti della vera essenza della moda e non quella che si ritrova quotidianamente, rumorosa e cafona, la MODA_ARTE come dice Lilly :)
    Cecil Beaton fu un grande, scatti indimenticabili, ho dedicato la penultima Photographic Inspirations proprio a lui e mi fa piacere trovare qui da te scatti legati al momento bellico :)
    Ciao carissima :)

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    1. Grazie a te per il bellissimo commento. Mi rende orgogliosa avere dei lettori come voi, che non passano per scrivere "uh bello, interessante ciao".
      A volte la moda mi sembra come scrivi una cosa cafona, in certi ambienti poi si manifesta ancor di più, ma per fortuna ci sono i grandi maestri, dalle spalle larghe dai quali imparare e ispirarsi.
      Un bacio a te cara Giulia ;)

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  3. adoro questo fotografo e non sapevo fosse anche war reporter!
    Mi piace molto il tuo blog, ti seguo su GFC e FB, se ti va passa da me!
    paolasophia.blogspot.it

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  4. questo post mi ha semplicemente rapito, l'intensità di queste immagini e davvero ragguardevole. complimenti tiziana, celebrare un fotografo è un modo diverso e molto bello per racontare la storia del costume. un bacio ady
    Ubique Chic

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    1. Grazie Ady, complimento davvero gradito il tuo. Ubique Chic ti confesso che ha rapito anche me, dopo averti "ritrovata". ;)

      Tiziana

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  5. Risposte
    1. Grazie Chiara, lieta di leggerti qui! :)))

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  6. Questo è il lato più bello della moda!

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